Un viaggetto vicino a casa nostra, improvvisato all’ultimo momento, dove abbiamo utilizzato solo soste libere…

Marche tra mare e monti in caravan

E’ sicuramente impegnativo trascorrere le vacanze senza appoggiarsi a strutture e servizi minimali per quello che riguarda le roulotte, ma questo mio diario potrebbe essere di spunti per qualche weekend. 

Siamo partiti da Cesena in direzione Conero, abbiamo trovato per la sosta notturna un parcheggio nei pressi della rotonda per Portonovo, il prezzo è di 5 euro per 24 ore e c’è una fontana per l’acqua potabile a circa 100 metri di distanza. 

Marche tra mari e monti in caravan

Alla mattina presto non perdetevi lo spettacolo dell’alba dalla baia…

Marche tra mari e monti in caravan

 Siamo rimasti per 2 giorni presso il parcheggio vicino alla spiaggia di Mezzavalle. La spiaggia si trova poco a sud rispetto ad Ancona. Si tratta di una spiaggia lunga ma piuttosto stretta, prevalentemente formata di sassolini, alcuni tratti però sono sabbiosi. La spiaggia è raggiungibile a piedi o via mare, per raggiungerla bisogna percorrere un sentiero facile di circa 500 metri, attenzione però alla pendenza che è notevole e per questo motivo consiglio di affrontare il percorso in scarpe da ginnastica piuttosto che con le infradito. 

  

Marche tra mari e monti in caravan

Ci siamo poi spostati presso l’azienda agricola Moroder a Montecuto dove siamo rimasti per 4 giorni. L’azienda agricola offre la possibilità di sostare gratuitamente presso il loro terreno, non offre alcun servizio, c’è una fontanella per l’approvvigionamento idrico dietro la Chiesa del paese, a 500 metri di distanza. 

L’accesso all’azienda è piuttosto ripido con la presenza di un tornante stretto ma il nostro treno di 11 metri è passato comunque agevolmente. Spettacolare la sosta in mezzo al vigneto, nel silenzio più assoluto. Manca l’ombra, ma la posizione aperta e panoramica è sempre ventilata. 

Marche tra mare e monti in caravan

Marche tra mare e monti in caravan

Dall’azienda agricola ci spostiamo con il nostro Van ed esploriamo il territorio che ci circonda. La combinazione auto-canoa-piedi ci ha permesso di visitare delle belle spiagge: della Vela, delle Due Sorelle, dei Gabbiani e di San Michele a Sirolo

La spiaggia della Vela viene così chiamata per via dello scoglio che ricorda appunto la forma di una vela. Questo tratto di costa è l’ultimo balneabile del versante nord del Conero. Alle sue spalle si trova Santa Maria di Portonovo dove vi consiglio di visitare la splendida abbazia romanica. 

Marche tra mare e monti in caravan

La spiaggia della Vela è accessibile fino ad un certo punto a piedi, poi esistono altri tratti raggiungibili solamente via mare tramite canoe o piccole imbarcazioni che è possibile noleggiare a Portonovo. Pagaiando per 30/40 minuti è possibile raggiungere la spiaggia delle Due Sorelle, il suo nome deriva dalla presenza di due scogli gemelli che emergono dal mare. Si tratta della prima spiaggetta bianca del fianco sud del monte Conero. 

La spiaggia delle due sorelle è accessibile solo via mare (tramite canoa o traghetto in partenza da Portonovo) o tramite un sentiero piuttosto impegnativo, questa cosa la sta preservando e il tratto di costa si mostra ancora selvaggio e incontaminato. Una volta raggiunga, sappiate che non è presente nessun servizio. 

Marche tra mare e monti in caravan

Marche tra mare e monti in caravan

Decidiamo poi di dedicare un giorno al “sentiero del Lupo”, il sentiero panoramico che porta alla spiaggia delle Due Sorelle. Il sentiero è raggiungibile solamente tramite auto o moto, la strada è vietata ai camper in quanto piuttosto stretta. 

Per raggiungere il sentiero percorriamo la strada provinciale del Conero in direzione Numana. Rispetto all’azienda agricola proseguiamo circa 8 chilometri fino ad incontrare alla nostra sinistra la via Monte Conero. Si imbocca e si prosegue fino ad incontrare l’indicazione “Bar Belvedere”, da lì si svolta su di un piccolo stradello sterrato e impolverato che porta prima al bar, per poi proseguire fino a dove si riesce ad arrivare con l’auto per poi parcheggiarla. Dal parcheggio bisogna proseguire a piedi, fino a raggiungere il punto panoramico. Da lì parte poi la discesa per la spiaggia, che al momento della nostra visita era impossibile fare in quanto vietato per pericolo di frane. Il bellissimo panorama merita comunque questa escursione. 

Il sentiero del lupo

Marche tra mare e monti in caravan

Marche tra mare e monti in caravan

Spiaggia delle due sorelle vista dall’alto

Dopo aver trascorso sei giorni in completa libertà abbiamo urgenza di ricorrere ad un un camper service per svuotare i 2 serbatoi wc e fare rifornimento acqua, partiamo così per andare in cerca di un CS nella città di Ancona

Marte tra mare e monti in caravan

Dopo aver reso nuovamente operativi  i servizi della roulotte si parte per Illice una piccola frazione di Comunanza sotto la catena dei Sibillini. Qui troviamo posto per sostare in un terreno privato, senza servizi, dietro una chiesetta resa pericolante dall’ultimo terremoto del 2016.

Camper tra mari e monti in caravan

Marche tra mare e monti in caravan

Il parcheggio è stato trovato grazie ad amici, ma la possibilità di soste libere in zona sono comunque tante: bello e panoramico è il parcheggio che offre l’agriturismo la Cittadella a Montemonaco o vari parcheggi lungo il lago di Gerosa. Impossibile accedere (almeno al momento della nostra visita, estate 2017) alla piana della Gardosa e a Foce di Montemonaco a causa del terremoto 2016 e delle conseguenti valanghe.

C’è un’ area sosta nella zona sportiva di Comunanza con CS e vari campeggi in zona tra cui il bellissimo camping Vettore a Balzo di Montegallo ai piedi del monte più alto della catena, il  monte Vettore ( 2476 m ).

I monti Sibillini

I monti Sibillini durante i medioevo erano conosciuti in tutta Europa con la diceria che fossero luoghi abitati da demoni e fate. Tra le tante leggende, la più famosa era quella della fata Sibilla, che pare vivesse in una grotta dell’omonimo monte poco sotto la vetta. Altro fatto legato ai monti sibillini è quello inerente a Ponzio Pilato, il cui corpo pare sia stato trascinato tra questi monti da dei bufali sino alle acque del lago che si trova nell’alta valle e che attraversa il massiccio del Vettore. 

I molti Sibillini regalano molti panorami “magici”, uno tra questi è la Gola dell’Infernaccio. Si tratta di un orrido scavato tra il monte Priora e il monte Sibilla dal fiume Tenna, situato nel territorio comunale di Montefortino, sono sicuramente tra le gole più suggestive dell’appennino Marchigiano. L’orrido si raggiunge da Montefortino, le indicazioni sono ben presenti e riportano la scritta “gole dell’infernaccio” Rubbiano. Ad un certo punto la strada diventa sterrata e si arriva ad una sbarra. 

Marche tra mari e monti in caravan

Marche tra mari e monti in caravan

Dalla sbarra si prosegue a piedi. poco prima di addentrarsi verso il punto più stretto della gola si trova un tratto di fiume in cui il sentiero diventa più pianeggiante, si allarga e forma un ampio guado che viene chiamato “Le Pisciarelle”. Il nome deriva dal fatto che dalle rocce sovrastanti scendono in maniera continua delle gocce d’acqua che provengono dalle falde e dallo scioglimento della neve.     

Marche tra mari e monti in caravan    Marche tra mari e monti in caravan

Si prosegue il cammino entrando nella gola. Il sentiero diventa ripido e si cammina tra rocce e cascate, ci sono alcuni ponticelli che agevolano il passaggio, una leggenda narra che in una particolare posizione si riesca a scorgere tra la roccia il volto del diavolo (io non l’ho mai visto).

Si continua poi oltrepassando l’orrido, il sentiero si apre e continua in piano lungo il fiume. Salendo a destra del fiume in un’ora circa si arriva all’eremo di San Leonardo che fino a poco tempo fa era abitato da un frate eremita. L’eremo si trova a 1.128 metri di altitudine e sorge su un ampio pianoro, si trova circondato da una fitta vegetazione tra il monte Sibilla e il monte Priora. Il percorso è semplice, percorribile da tutti, ed ha un dislivello di circa 300 metri. Dall’Eremo è possibile proseguire verso il monte Priora, ma il sentiero si fa molto più impegnativo. 

Marche tra mari e monti in caravan

Monte Sibilla

Per arrivare in cima al monte Sibilla si deve salire a Montemonaco. Bisogna quindi seguire le indicazioni per Isola San Biagio, vi ritroverete su una strada con un panorama mozzafiato sul monte Sibilla e sul Vettore, incontrerete anche un “punto ristoro” l’Azienda Agricola Michele, che offre, oltre ad un servizio di ristorante, anche la vendita di prodotti locali da forno ricavati dalle loro farine antiche. 

Poco prima del paese, proseguendo a sinistra, si imbocca una strada sterrata che porta al rifugio Sibilla (1540 m). La strada è piuttosto sconnessa, lunga circa 7 km e in forte salita, salendo in prima e seconda per via della bassa velocità occorrono circa 20 minuti in macchina. Non ci sono divieti d’accesso, ma è consigliabile percorrerla con auto non troppo basse e camper compatti, i tornanti a volte sono stretti e la strada senza protezioni.

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Dietro il rifugio parte il sentiero che inizia subito molto ripidamente e che porta a raggiungere la cresta per poi proseguire in piano fino all’ultimo strappo dove è presente una piccola ferrata per arrivare alla cima. Poco dopo la breve ferrata si nota quel che rimane della grotta della Sibilla, in pratica un piccolo cratere. La cima offre un panorama a 360 gradi mozzafiato, dal Conero a tutto l’Adriatico fino al Gran Sasso e Monti della Laga, sembra si possa toccare il Vettore un un dito ma in realtà per raggiungerlo servono ancora diverse ore.

   Marche tra mari e monti in caravan  Marche tra mari e monti in caravan

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Monte Vettore

Per salire in cima al monte Vettore ci sono diverse possibilità: la prima è raggiungere la bellissima frazione Foce di Montamonaco , un piccolo paese che muore con la sua strada nella stretta valle tra Sibilla e Vettore. Qui si parcheggia l’auto e si prosegue a piedi lungo i prati della Piana della Gardosa.

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Marche tra mari e monti in caravan

Marche tra mari e monti in caravan

Foce e Piana della Gardosa

Prima del terremoto si poteva campeggiare in alcuni tratti della valle (disponibile acqua di sorgente, senza servizi) e si poteva entrare nel bosco, attraverso un sentiero che saliva ripido in quelle che si chiamavano le Svolte. Si poteva salire rapidamente in quota e giungere direttamente il lago di Pilato attraverso una vallata a dir poco spettacolare e suggestiva.

Il Monte Sibilla sarà sempre alle nostre spalle con la sua “cicatrice” a forma di “Z” proprio sotto, occoreranno 2/2,30 ore per raggiungere il lago con un dislivello di circa 900 m, il Lago di Pilato si trova ad una altitudine di 1974m.

Prima del terremoto si poteva campeggiare in alcuni tratti della valle (disponibile acqua di sorgente, senza servizi) e si poteva entrare nel bosco, attraverso un sentiero che saliva ripido in quelle che si chiamavano le Svolte.  

Prima del terremoto si poteva campeggiare in alcuni tratti della valle (disponibile acqua di sorgente, senza servizi) e si poteva entrare nel bosco, attraverso un sentiero che saliva ripido in quelle che si chiamavano le Svolte.

Lago di Pilato

Dal Lago il sentiero  prosegue a sinistra su per un ghiaione piuttosto ripido e faticoso per il bivacco Zilioli ( 2250 m) per poi salire sull’ultimo strappo finale del tetto delle Marche (2476m), dal lago occorreranno ancora 2 ore ed oltre per la cima.

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Un altro percorso più corto con meno dislivello ma sempre in salita senza tregua, è prendendo il sentiero dal passo di Forca di Presta ( 1550m), un passo che divide il territorio Marchigiano dall’ Umbria, il più alto valico asfaltato marchigiano, panorama unico nel suo genere che si apre verso la piana di Castelluccio, dove una volta si poteva sostare liberamente, poi è stata regolarizzata con un paio di soste autorizzate ma ora meglio informarsi causa il disastro del sisma.

Dal Passo si trova un parcheggio presso un rifugio da dove parte anche un facile sentiero che porta ad un terrazzo panoramico, mentre dalla parte opposta del rifugio parte il ripido sentiero per la il bivacco Zilioli e quindi il  Vettore, non ricordo bene i tempi, ma 3 ore dovrebbero essere sufficenti. Scendendo dal passo si raggiunge la Piana e dopo aver visitato Castelluccio merita attraversare il lungo rettilineo e salire a Forca Canapine, da dove parte un sentiero per i Pantani di Accumoli. E’ una tra le più semplici passeggiate che si possono fare sui Monti Sibillini, adatta praticamente a tutti, grandi e piccini, il sentiero che conduce ai caratteristici Pantani di Accumoli è praticamente una mulattiera. La direzione è anche indicata da una freccia sulla quale c’è il tempo di percorrenza (20 min. ma con una andatura un pochino sostenuta…) proprio nel punto in cui si lascia l’auto e cioè lungo la strada, poco prima di Forca Canapine dove sono presenti alcuni spiazzi per poter parcheggiare. Un paesaggio fiabesco da set cinamafotografico, ma è tutto reale ed è molto facile vedere cavalli allo stato brado (almeno in 2 occasioni li ho visti).

Il parco naturale dei Monti Sibillini è una zona dove il turismo non ha raggiunto i grandi numeri che meriterebbe, ma offre ad appasionati una infinita opportunità storiche, paesaggistiche, relax, buona cucina e infinità di sentieri da semplici a più impegnativi, meglio dotarsi di una cartina dettagliata dei sentieri perchè la segnaletica sul posto scarseggia